Attivo il nuovo nodo del "Rifugio Telespazio"
Con la collaborazione del Comune di Ovindoli ieri abbiamo attivato il nodo del Rifugio Telespazio, che a quasi 2.000 metri d'altitudine è uno dei più alti d'Italia.
Il progetto stavolta è stato ancor più sfidante, perché questo è un nodo che dovrà funzionare in maniera totalmente autonoma e resistere in un ambiente estremo, con temperature che vanno decine di gradi sotto lo zero, tra neve, ghiaccio e condizioni meteorologiche particolarmente avverse.
Ma c’è qualcosa che rende questa installazione ancora più speciale: il luogo in cui si trova.
Il Rifugio Telespazio è infatti legato a una pagina importante della storia tecnologica e spaziale italiana. Proprio in quest’area furono effettuate attività di calibrazione e rilevazione legate allo sviluppo di SIRIO – Satellite Italiano di Ricerca Industriale e Operativa, il primo satellite artificiale interamente progettato, costruito e controllato dall’Italia. Lanciato da Cape Canaveral il 25 agosto 1977, SIRIO nacque per studiare le comunicazioni satellitari nelle super-alte frequenze.
Il rifugio nacque proprio come ricovero e laboratorio per tecnici e ingegneri impegnati nelle rilevazioni in quota, conservando nel nome "Telespazio" la memoria di quella straordinaria stagione di ricerca e innovazione italiana.
🌕 Ma la storia di questo luogo ci porta ancora più indietro, fino a una delle notti più famose del Novecento: il 20 luglio 1969, la notte dell'allunaggio dell'Apollo 11.
All'epoca non esistevano le dorsali in fibra ottica, e per portare segnali televisivi e telefonici a grande distanza era necessario utilizzare una rete di ponti radio terrestri a microonde, che richiedevano visibilità ottica tra un'antenna e la successiva. Per questo fu realizzata una catena di ripetitori sulle cime strategiche tra Abruzzo e Lazio.
La notte del 20 luglio 1969 l'antenna parabolica del Fucino captò i segnali televisivi provenienti dalla stazione della NASA negli Stati Uniti (a sua volta collegata via ponte radio e cavo oceanico con le stazioni australiane di Parkes e Honeysuckle Creek che ricevevano direttamente dal modulo lunare Eagle). A quel punto il segnale televisivo ricevuto dal Fucino durante la missione Apollo 11 attraversò le montagne, rimbalzando attraverso i ponti radio in quota fino a Monte Cavo e agli studi RAI di Roma, contribuendo a rendere possibile la storica diretta dello "Speciale Luna" condotto da Tito Stagno.
Ed è proprio in questo scenario che ieri abbiamo installato questo nuovo nodo.
Da quasi 2.000 metri, un nuovo nodo è acceso. E continua, a modo suo, una storia di connessioni iniziata molti anni fa. 📡🏔️🇮🇹